Le grandi società petrolifere si stanno preparando al “peggiore” degli scenari, prevedendo che i prezzi rimarranno bassi ancora per molto tempo, scrive il Wall Street Journal, osservando che il prezzo di 40-45 dollari al barile sarà “doloroso” per le aziende americane.
Le società americane hanno ottenuto dei vantaggi sui loro concorrenti, non solo mantenendo, ma anche aumentando l'estrazione (compresa l'estrazione da scisti), nonostante la picchiata dei prezzi che sono scesi da $100 nel 2014 agli attuali $40. Tuttavia, osserva il quotidiano, un prezzo così basso mette con le spalle al muro persino le società più forti.
"Il prezzo di $40-45 al barile non promette nulla di buono",
cita WSJ Rayan Lance, CEO di ConocoPhillips.
"L'anno prossimo il budget delle società petrolifere perderà miliardi di dollari a seguito del crollo dei prezzi che incide sull'estrazione", — crede il Managing Director della società di consulenza AlixPartners. Secondo l'analista, i produttori di shale oil, sui quali gravano i debiti e gli oneri, perderanno più degli altri: "Con 40 dollari al barile saranno dolori per tutti".
Sull'arco delle ultime sei settimane i dirigenti delle più grandi società petrolifere degli USA hanno discusso con investitori uno scenario basato sul prezzo di $50 al barile. Tuttavia, considerato che i principali esportatori continuano a mantenere un livello di estrazione senza precedenti, questo scenario potrebbe risultare troppo ottimistico.
I top manager, compreso il CEO della BP Robert Dudley, prevedono che i prezzi resteranno bassi ancora per molto tempo. Anche il ministero dell'Energia statunitense ha fatto le sue previsioni. Secondo il ministero, l'anno prossimo i prezzi oscilleranno attorno a 50 dollari.

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