
La conferenza Onu sul clima a Parigi e il G20 di Antalya sono state le occasioni scelte da Barack Obama per braccare Vladimir Putin. Il presidente degli Usa sta cercando da tempo l'appoggio del presidente russo per far fuori Bashar al Assad, il leader siriano che ormai da tempo ha perso il controllo della sua nazione, sempre più in balia dei miliziani dello Stato Islamico e sconvolta dalla violenta guerra in cui, oltre ai terroristi, combattono i lealisti del regime e le truppe dei ribelli. I sanguinosi attacchi dei jihadisti nel cuore dell'Europa, l'abbattimento di un jet russo da parte dell'aviazione turca e le difficoltà nella coordinazione di una coalizione anti-Isis hanno fatto precipitare l'equilibrio internazionale e la pazienza degli americani. Chiarissimo il messaggio del presidente Usa all'omologo russo: "Assad deve lasciare il potere".
La strategia Usa - Obama adesso punta solamente a far fuori politicamente Assad, e proprio per questo ha deciso di incontrarsi per la seconda volta in due settimane con il leader del Cremlino. Per più di mezz'ora i due si sono focalizzati sulla Siria e sull'Ucraina e secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, Obama avrebbe espresso "dispiacere" per l'abbattimento del caccia russo da parte della Turchia. I due presidenti si sono espressi "a favore di un avanzamento verso l’avvio della soluzione politica" per la crisi siriana. "Hanno anche parlato dell'Ucraina e della necessità di implementare velocemente gli accordi di Minsk (l'accordo che sancisce la fine della guerra dell'Ucraina orientale)", ha aggiunto il portavoce.
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