
L’Italia ha rafforzato il livello di sicurezza per l’allerta attentati legati al terrorismo internazionale. Alla base della decisione del governo un’informativa arrivata dagli Stati Uniti dall’Fbi che indica come possibili obiettivi la basilica di San Pietro a Roma, ilDuomo e il teatro della Scala di Milano. L’informativa è stata trasmessa alla Dea – la Drug Enforcement Administration – e infine ai servizi segreti italiani. Per questo sono state adottate nuove misure di sicurezza e prevenzione in varie città italiane. I nuovi elementi investigativi, secondo fonti citate dall’Ansa, serviranno ora per fare ulteriori attività indagine: in particolare sono stati forniti 5 nominativi arabi sui quali per ora non ci sono riscontri, ma sui quali si concentreranno approfondimenti investigativi. Non sono comunque stati indicati segnali diretti di minacce concrete.
Tra le varie misure di sicurezza organizzate nelle ore scorse è stato effettuato un maxi-posto di bloccosull’Aurelia, all’altezza dell’area di sosta Molla,in provincia di Grosseto. Il sistema di sicurezza è stato composto da tre equipaggi del reparto prevenzione crimine di Firenze, auto della Digos e squadra mobile di Grosseto: in tutto 14 mezzi. Le attività, spiegano le forze dell’ordine, sono andate avanti fino alle 17.30, e hanno permesso l’acquisizione di una serie di dati utili per il monitoraggio nella lotta al terrorismo internazionale.
L’attenzione resta alta. Basta citare l’ennesimo falso allarme alla fermata dell’autobus vicina all’ambasciata americana, nel tratto divia Veneto tra piazza Barberini e via Bissolati. L’intervento di forze dell’ordine e artificieri si è reso necessario per verificare il contenuto di una borsa sospetta: all’interno, tuttavia, c’era un cuscino.
Dopo la strage di Parigi i livelli di sicurezza sono quasi massimi, come in molti altri Paesi d’Europa. I presidi delle forze armate, a Roma, sono visibilmente aumentati, soprattutto attorno agli obiettivi sensibili: il Vaticano, le stazioni ferroviarie e della metropolitana, gli aeroporti e i luoghi di aggregazione. Tra le misure da prendere, non bisogna trascurare la cybersecurity per tracciare cosa passa sul web, ha avvertito in un’intervista a SkyTg24 il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha aggiunto, tra l’altro, che la prossima settimana farà una proposta al Parlamento “per un investimento ulteriore in sicurezza e sul recupero di determinate realtà, come le periferie”.
A Roma, per gestire le emergenze, è stato attivato un numero unico, il 112, la cui centrale operativa è stata inaugurata sulla via Laurentina, nella periferia sud della Capitale. Entro la fine del mese lavorerà a pieno regime, con 80 operatori che smisteranno le chiamate a polizia, carabinieri, vigili del fuoco, emergenza sanitaria. Tra i potenziali mezzi d’attacco più problematici da contrastare ci sono i droni: è allo studio un sistema di intercettazione e abbattimento, fa sapere il prefetto Franco Gabrielli. “Con il piano presentato dal questore e approvato questa mattina dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica – ha affermato -, avremo un presidio, di fatto, in quasi tutte le stazioni delle tre linee della metropolitana, nei nodi di scambio e in tutti quei luoghi di aggregazione che possono rappresentare degli obiettivi”.
Il Vaticano è considerato tra i primi obiettivi sensibili, anche perché il Califfato ha a più riprese usato l’immagine di San Pietro come obiettivo da conquistare, sul quale innalzare la sua bandiera. Oltre che dagli uomini dei corpi pontifici (le 110 guardie svizzere e i 130 gendarmi), la Santa Sede è presidiata all’esterno dei suoi confini dalla polizia e dai carabinieri. I mezzi blindati e le volanti nella zona sono sensibilmente aumentati negli ultimi giorni. I fedeli in piazza, sia in occasione dell’Angelus di domenica che oggi per l’udienza generale, sono stati controllati con il metal detector: attenzione, in particolare, a zaini, borse e trolley.
In questo clima è nato (ma anche subito finito) il dibattito sull’eventuale annullamento dell’apertura del Giubileo, l’8 dicembre. “Non ci penso proprio – ha chiarito lo stesso capo del governo Renzi in giornata – Massima attenzione, ma il papa è un obiettivo sempre, al di là del Giubileo”. “Sarebbe una vittoria per il terrorismo” ha ribadito il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Per favore niente porte blindate nella Chiesa, niente, tutto aperto” ha chiesto Papa Francesco in udienza generale, a piazza San Pietro. Ma la piazza sembrava contenere meno delle 15mila persone che avevano chiesto il biglietto.
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